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Il minotauro

L’imbarazzo c’era tutto, lo ammettevano a se stessi, se lo dicevano… ma da quando il nuovo, ben voluto, terzo incomodo (anzi, comodissimo) accompagnava le loro sessioni amorose, ormai, quasi non aveva più senso farne a meno. Questa riflessione coglie il nostro meditabondo Ragionier M.D. mentre torna a casa dopo una lunga giornata d’ufficio.

Il traffico è scorrevole, ma il tamburellio sulla leva del cambio incede costante, come se fosse bloccato lì in auto da molto più tempo. Leva del cambio, già; com’era possibile che un oggetto, inorganico, inanimato come una comune macchina potesse diventare regista di così tanti scenari di sublime piacere e fonte di sinergia con la sua piacevolissima moglie? La sua mente pragmatica però, deve scartare ogni legittima elucubrazione sulla causa di ciò, al momento, poiché stava già infilando lo scivolo del box di casa.

Scende dalla vettura e recupera con un gesto rapido lo scrigno contenente “Il Terzo”, come affettuosamente lo chiamano con Genni, la sua signora. Mentre passa dalla scala di servizio interna, nota che è assente il consueto profumo di leccornie che a quell’ora avvolge tutta casa. Che silenzio… forse gli aveva detto che sarebbe uscita e se l’era dimenticato? Diavolo non il giovedì ! Era stramaledettamente eccitato il giovedì e genni lo sapeva. Cucina vuota, salotto disabitato, e il persistente silenzio che da subito monopolizza il suo spazio. Con la coda dell’occhio nota un particolare che prima era occultato alla sua attenzione: un sottile filo di cotone color lilla tagliava a metà la moquette del corridoio e guidava l’occhio che lo volesse seguire attraverso casa sua. Sorride, questa può essere solo l’iniziativa di genni; insegue il filo e giunge, con speranza soddisfatta, alla stanza da letto.

Porta chiusa però, e un grosso cartello con scritta a mano si aggiunge a sbarrargli la strada: “Se sei il minotauro, e trasporti il terzo corno, allora varca la soglia e unisciti ad Arianna”. L’espressione del nostro ragioniere è ora giuliva. Apre la porta e trova lo scenario più desiderabile che potesse manifestarsi al suo cospetto. Sua moglie è sdraiata supina sul letto, con braccia aperte, su un fianco e gambe semi rannicchiate in leggera asimmetria. Da quel punto visuale può apprezzare le sottili labbra del suo sesso, che s’intravedono, ombreggiate dal gluteo sinistro. Il ragioniere sente percuotersi dall’alto verso il basso, da una violenta, incontrollabile erezione…

Claudio

4.5/5
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